Al via il call-center di Immuni: cosa cambia da oggi?

Arriva il call-center per segnalare la nostra positività a Immuni. Come funziona e cosa cambia da oggi?
Ciao! Sono Filippo 🌈 Un semplice studente che ama la tutto quello che è tecnologico e (anche) i videogiochi. Non fatemi mancare la tecnologia, gli amici ❤ e lo sci. E anche il cibo.

Immuni ha da poco superato i 10 milioni di download e fa un grande passo avanti con un piccolo cambiamento. Non nel funzionamento, ma nel modo di segnalare la propria positività.

Nei mesi scorsi molti hanno provato a caricare i dati nel server centrale per far partire le notifiche, e purtroppo non ci sono riusciti perché le loro ASL non hanno mai chiesto il codice necessario. Ma dal 21 dicembre c’è una novità.

Come funziona Immuni

Prima di parlare di questo piccolo cambiamento facciamo un recap su come funziona l’app sviluppata da Bending Spoons. Per illustrare il funzionamento prendiamo come esempio due persone: Filippo e Martino.

Martino ha scaricato Immuni. La sua app trasmette via Bluetooth Low Energy (un particolare tipo di Bluetooth a basso consumo energetico) un codice temporaneo (RPI) che cambia ogni 10 minuti. L’RPI viene generato casualmente da una chiave giornaliera (TEK) che cambia ogni giorno.

Quando Martino incontra Filippo, altro utente di Immuni, i loro smartphone si scambiano il codice e registrano la durata dell’incontro e una distanza approssimata.

Sfortunatamente, uno dei due (speriamo non succeda mai) è risultato positivo al test molecolare del COVID-19. A questo punto, l’operatore che comunica la positività, chiede di fornire il codice generato dall’app per caricare le TEK degli ultimi 14 giorni nel server del Ministero, che le renderà disponibili a tutti gli utenti.

Lo smartphone dell’altro, nel mentre, scarica la lista di codici positivi e trova una corrispondenza. Se quell’incontro è durato per più di 15 minuti a meno di due metri di distanza, Immuni farà apparire la notifica.

Schermata caricamento dati Immuni
La schermata di caricamento dei dati

Cosa cambia dal 21 dicembre

Come abbiamo detto, per segnalare la propria positività è necessaria l’assistenza dell’ASL che ci comunica l’esito del tampone. L’operatore sanitario dovrebbe (e sottolineiamo dovrebbe) chiedere il codice a 10 cifre necessario per sbloccare le notifiche di contatto a rischio, ma molte volte questo non avviene. In Veneto, fino a metà ottobre, non era possibile avvisare i nostri contatti stretti perché il sistema usato dalle ASL non era connesso al database dell’app. Ma da pochi giorni la situazione è un po’ cambiata.

In alcune regioni (Lombardia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Molise e nella provincia autonoma di Trento) è stato quindi attivato il servizio call-center di Immuni tramite il quale è possibile sbloccare la propria app. Unitamente all’esito del tampone, solo in queste zone, verrà fornito un codice CUN che identifica il tampone (questo codice si può trovare sull’esito del test oppure verrà fornito via SMS, Email, portale regionale o Fascicolo Sanitario Elettronico, come Sanità KM Zero). 

Per caricare le nostre TEK basterà telefonare al call-center di Immuni (800 91 24 91) e tenere a portata di mano il Codice Univoco Nazionale, la Tessera Sanitaria e Immuni (aperta). L’operatore potrà quindi consentirci di avvisare chi è stato a contatto con noi nei 14 giorni precedenti.

Come abbiamo detto, il servizio è riservato a poche zone ma a partire da gennaio si aggiungeranno altre regioni fino a coprire tutta Italia.

E voi, avete scaricato Immuni? E, soprattutto, la tenete attiva?


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